Cefalu'

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Cefalu'

Cefalù
Foto della spiaggia di Cefalù, ai piedi del suo caratteristico promontorio.

Situata in provincia di Palermo (50 km) si trova una splendida città siciliana: Cefalù. Cefalù è una città molto antica e pare addirittura che sia stata fondata mille anni prima della nascita di Cristo; le prime colonie sarebbero state create dai Greci che vi sbarcarono nel V secolo a.C. chiamando questa località Kephaloidion (da kefalè, testa). Diviene Cephaloedium, a metà del III secolo, per via della conquista romana. Poi fu la volta degli arabi che la ribattezzarono Gafludi per poi tornare al nome latino con l'arrivo dei Normanni (XI sec.). A seguito di numerose lotte feudatarie (XV secolo) la città riuscì ad emergere nell'ambito del commercio ed a diventare una meta turistica molto gettonata, infine diviene comune a seguito dell'unità d'Italia.

Perchè scegliere una vacanza a Cefalù?

Perché è una città ricca di arte e di cultura, con tantissimi luoghi da visitare:

Duomo di Cefalù
Duomo di Cefalù

Costruito da Ruggero II che qui fu sepolto con sua moglie (oggi le spoglie si trovano a Palermo). Alle sue spalle, su di una rocca, si trova il Tempio di Diana che fu edificato nel V secolo avanti Cristo. Nei pressi è possibile fare una passeggiata sul promontorio, dove si trovano i ruderi della Torre di avvistamento, che ha salutato l'arrivo delle nuove culture ma anche degli invasori e da cui possiamo ammirare lo spettacolo del mare Tirreno che bagna Cefalù. Dall'alto di questo maestoso promontorio scorgiamo anche una Cinta Muraria Megalitica.

Teatro Comunale Cicero

nel teatro comunale Cicero, le decorazioni del sono state affidate al pittore Rosario Spagnolo , il quale realizza l’ovale del soffitto, raffigurante l’allegoria delle arti, con le muse della commedia “Talia” il cui nome deriva dal greco “thallein”, fiorire, della danza “Tersicore” e della musica “Euterpe”. Con il regista Giuseppe Tornatore, il teatro diviene set cinematografico e gira il mondo con il film “Nuovo Cinema Paradiso”, premiato con la famosa statuetta. Da quella data si arriva alla consegna del teatro così come oggi possiamo vederlo, nuovo, al passo con i tempi, moderno, ma che nelle pieghe dei tendaggi porta sempre la voce, l’attesa, il sorriso e le lacrime di quanti hanno vissuto le pagine più importanti della loro vita seduti ad applaudire sulle poltroncine di legno della cavea e delle loggette di quello che fu, e per sempre sarà, il teatro della gente di Cefalù.

Lavatoio medievale

ancora intatto, proietta il visitatore in un passato in cui sembrano riecheggiare le grida ed i canti delle lavandaie siciliane affaccendate nel rituale quotidiano del lavaggio dei panni. Sembra quasi di vederle all’opera all’interno del lavatoio mentre strofinano nelle scanalature delle vasche i grandi lenzuoli di lino bianchi. Un luogo pregno di storia, arte e cultura locale in cui si evidenzia da un punto di vista architettonico una forte influenza araba come suggerisce il grande arco ad ogiva che sovrasta l’area coperta.Il lavatoio pubblico conosciuto come “lavatoio medievale” si trova in via Vittorio Emanuele presso il palazzo tardo rinascimentale Martino. Si accede attraverso una scalinata in pietra lavica detta “a lumachella” che porta ad uno spazio parzialmente coperto in cui trovano posto una serie di vasche in cui l’acqua convogliata del fiume Cefalino, sgorga attraverso ventidue bocche di ghisa di cui la maggior parte rappresentate da teste leonine. Esempio di ingegneria idraulica medievale mostra la semplice ma ingegnosa tecnica di convoglio delle acque reflue che veicolate attraverso un piccolo antro sfociano direttamente a mare. Una curiosa scritta posta sul lato destro dell’ingresso riporta il visitatore ad un’antica leggenda. E’ scritto: “Qui scorre Cefalino, più salubre di qualunque altro fiume, più puro dell’argento, più freddo della neve”. La leggenda narra che Cefalino fu generato dalle lacrime incessanti di una ninfa pentita di aver punito con la morte, il tradimento del suo amato. I lavori di restauro completati nel 1991 hanno valorizzato ulteriormente il sito offrendo al visitatore un magnifico esempio di spaccato di vita medievale siciliana, una visita da non perdere assolutamente.

La Chiesa di San Leonardo

è l'unico museo della città di Cefalù. La fondazione si deve al barone Enrico Piraino di Mandralisca, che raccolse, nella sua pur breve vita (1809-1864), numerosi oggetti d'arte mettendoli nella sua abitazione, dove tuttora si trovano. Nella sede si conserva anche l'archivio del museo e della fondazione, sulla base del quale è possibile ricostruire in modo dettagliato la storia dell'istituzione, è un museo interdisciplinare, comprendente pezzi archeologici, la pinacoteca, una raccolta malacologica, il monetario e persino mobili e altri oggetti di pregio. Conta una media di circa ventimila visitatori l'anno. La biblioteca della fondazione è allocata negli stessi locali del museo e, nei suoi servizi, s'intreccia con quelli di quest'ultimo. La biblioteca, destinata ad uso pubblico dal suo fondatore, sostituisce oggi una biblioteca pubblica cittadina. Giuridicamente si tratta di un "museo appartenente a soggetto privato" e di una "biblioteca di ente morale di diritto privato": pertanto entrambi sono sottoposti a vincoli e vigilati dalla pubblica amministrazione competente.

Museo Mandralisca
Il museo Mandralisca

ancora intatto, proietta il visitatore in un passato in cui sembrano riecheggiare le grida ed i canti delle lavandaie siciliane affaccendate nel rituale quotidiano del lavaggio dei panni. Sembra quasi di vederle all’opera all’interno del lavatoio mentre strofinano nelle scanalature delle vasche i grandi lenzuoli di lino bianchi. Un luogo pregno di storia, arte e cultura locale in cui si evidenzia da un punto di vista architettonico una forte influenza araba come suggerisce il grande arco ad ogiva che sovrasta l’area coperta.Il lavatoio pubblico conosciuto come “lavatoio medievale” si trova in via Vittorio Emanuele presso il palazzo tardo rinascimentale Martino. Si accede attraverso una scalinata in pietra lavica detta “a lumachella” che porta ad uno spazio parzialmente coperto in cui trovano posto una serie di vasche in cui l’acqua convogliata del fiume Cefalino, sgorga attraverso ventidue bocche di ghisa di cui la maggior parte rappresentate da teste leonine. Esempio di ingegneria idraulica medievale mostra la semplice ma ingegnosa tecnica di convoglio delle acque reflue che veicolate attraverso un piccolo antro sfociano direttamente a mare. Una curiosa scritta posta sul lato destro dell’ingresso riporta il visitatore ad un’antica leggenda. E’ scritto: “Qui scorre Cefalino, più salubre di qualunque altro fiume, più puro dell’argento, più freddo della neve”. La leggenda narra che Cefalino fu generato dalle lacrime incessanti di una ninfa pentita di aver punito con la morte, il tradimento del suo amato. I lavori di restauro completati nel 1991 hanno valorizzato ulteriormente il sito offrendo al visitatore un magnifico esempio di spaccato di vita medievale siciliana, una visita da non perdere assolutamente.

Palazzo Maria

che fu la Domus Regia del Re Ruggero II (1139) di origini duecentesche, che sicuramente doveva essere la sede dell'antico Palazzo Comunale, subì diverse modifiche nel corso del tempo. Passò in proprietà della famiglia Maria, dei baroni di Alburquia, che si era stabilita a Cefalù intorno al 1599. Nei primi anni dell'Ottocento fu soprelevato di un piano. Fu in seguito adibito a convitto maschile ed oggi è utilizzato come abitazioni private. La facciata presentava in origine il piano nobile articolato dalla scansione delle bifore e il piano terra con la trasformazione a botteghe attuata nel Cinquecento. L'origine medievale è attestata dall'elegante portale ogivale in conci squadrati e cordoli concentrici sorretti da due leoni. Su un prospetto laterale si apre una finestra ogivale, con ghiera decorata a fogliame con una resa che richiama le decorazioni catalane; la finestra è inserita in un grande arco in conci di tufo squadrati, solo in parte leggibile, sopra la cui chiave di volta si trova a coronamento un fregio a fogliame sovrapposto, di forte vibrazione plastica.
Per chi volesse visitare anche i dintorni di Cefalù suggeriamo una gita al santuario di Gibilmanna (15 km dalla città), al castello Ortolani di Bordonaro nella zona degli ulivi di Settefrati ed alla chiesetta di San Biagio, nell'omonima contrada, in cui possiamo ammirare degli affreschi risalenti al XIII secolo.

Ovviamente, non possiamo escludere le meravigliose Spiaggie di Cefalù: Salinelle, Capo Playa, Finale di Pollina, Il Lungomare Caldura, Mazzaforno, Sant’Ambrogio. Una località davvero suggestiva, quella di Cefalù che vi lascerà senza parole e vi colpirà con il suo fascino antico di città remota, ricca di cultura e trazioni.



Scritto in data: 03/09/2017 20:32:54 - Commenti: 0

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